Gestalt e autismo

Se la visione del mondo (weltanschauung) è soggetta a cambiamenti nel corso del tempo, è inevitabile che anche gli interventi terapeutici debbano adattarsi. Curare la sofferenza implica l'adattamento del proprio punto di vista a diverse prospettive. Ogni forma di terapia, inclusa quella medica, rappresenta una risposta culturale e una ricerca di senso della sofferenza. Desideriamo illustrare in questo articolo come collegare la nostra visione del mondo al trattamento delle persone con autismo, fornendo una risposta teorica e clinica che tiene conto del contesto culturale attuale. 
L'analisi fenomenologica nell'autismo, unita all'analisi comportamentale, potrebbe produrre risultati clinici significativi e contribuire a un risparmio economico.

La fenomenologia, intesa come studio dei fenomeni, acquisisce significato attraverso i movimenti delineati da Edmund Husserl, che mirano alla conoscenza delle cose in sé e alla comprensione di come la mente le percepisce. Un'approccio fenomenologico alla persona con autismo, unito all'analisi comportamentale, potrebbe portare a risultati clinici significativi.

Attraverso la Gestalt Disability Therapy, che pone un forte accento sulla relazione, compresa quella intercorporea, l'intervento clinico viene strutturato. Secondo F. Perls, R. F. Hefferline e P. Goodman, autori di "Teoria e pratica della Terapia della Gestalt" (Roma, 1997), il confine di contatto è il luogo in cui avviene la molteplicità dell'esperienza, rappresentando il punto di incontro tra Organismo e Ambiente.

Nel contesto dell'autismo, l'Analisi Fenomenologica nell'Autismo (AFA), permette di rilevare i processi che legano il corpo del bambino autistico agli oggetti e al mondo, sottolineando l'importanza dell'intercorporeità nel processo di apprendimento.